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La storia

Per la salsiccia matta, o "ciavar", valgono le stesse considerazioni fatte per tutti gli altri prodotti alimentari di origine suina. Da sempre nulla va sprecato di questo utile animale; tutto deve servire ed i più abili macellai hanno sempre ottenuto delizie dall'attenta "partitura" delle carni. La storia del ciavar si perde nei racconti dei vecchi abitanti delle valli romagnole e dentro a questo insaccato si conservano le virtù del territorio e dei suoi generosi abitanti. Questo prodotto è ottenuto grazie alla lavorazione delle carni meno pregiate del maiale, quali lingua, cuore, guancia e le frattaglie della disossatura della testa; vengono macinate e pazientemente impastate con sale e pepe, abbondante aglio e buon sangiovese. L'aglio e il Sangiovese sono i due ingredienti chiave di questo particolarissimo prodotto, in quanto ne esaltano e ammorbidiscono il sapore rendendolo da sempre un insaccato unico e irripetibile.

Area di attuale produzione nel Parco

Bagno di Romagna, Portico-San Benedetto, Santa Sofia.

Descrizione

Il "ciavar" è simile ad una salsiccia; diverso è il colore che cambia in base alle carni utilizzate che lo rendono più o meno scuro. Abitualmente questo prodotto viene consumato fresco e cotto sulla griglia, ma può essere anche stagionato oppure conservato sott'olio.

La stagionalità del prodotto

Tutto l'anno